Vita, scelte e salute. Qual è la strada giusta per me?

«Di che cosa avrei voglia adesso?». Magari di un bel bagno in mare, di polenta con i funghi o di abbracciare un albero. O forse di dormire, di bere una grappa accompagnata da un cioccolatino, o di sentire l’odore di qualcuno. Oppure di scendere dai tacchi per tuffarmi nelle mie adorate pandaciabatte. Qualunque sia la riposta, la cosa fondamentale è chiederselo, spesso, a più riprese durante la giornata. Perché? Partiamo dall’inizio.

Ricordate come nei precedenti articoli vi raccontavo che decine e decine di studiosi di tutto il mondo hanno dimostrato la grande influenza che lo stato psicologico ed emozionale di una persona ha sulla sua salute fisica? Ebbene, esistono costellazioni emozionali positive e costellazioni emozionali negative per la salute. Per esempio, sentire di vivere una vita piena di senso e soddisfazioni, cogliere e mantenere dentro di me le piccole gioie, godere di relazioni profonde e rispettose, passare le giornate in attività che davvero mi permettono di esprimere le mie naturali capacità e talenti, mi fa un gran bene. Provare amore, motivazione, gratitudine, gioia crea infatti una situazione biochimica interna (produzione di sostanze come endorfine, serotonina, dopamina, relaxina, ossitocina) favorevole alla ricostituzione dei tessuti, al mantenimento dell’equilibrio del corpo e a una buona funzionalità immunitaria.

Al contrario, permanere in relazioni logoranti o in un lavoro che mortifica il mio potenziale, sentire che le giornate vanno via senza un senso, senza che io possa essere orgoglioso di quello che sono e costruisco, mi porta in un mare di fondo di rancore e frustrazione verso me stesso, verso gli altri e verso la vita. Questi sentimenti attivano l’asse dello stress dando luogo a un’aumentata produzione di sostanze come adrenalina, noradrenalina e cortisolo che, lentamente, porta l’intero organismo a logorarsi.

È per questo che la ricerca  della felicità, di ciò che mi fa stare davvero bene e che trasforma la mia vita nell’esperienza che io desidero, non è solo un lusso, ma è anche qualcosa che io devo a me stesso per potenziare e preservare la mia salute. Certo non si può essere costantemente gioiosi, navighiamo tra momenti luminosi e di momenti bui, tra stimolanti opportunità e fastidiosi contrattempi, ma il gioco sta proprio nel tirare fuori e veder maturare il meglio di noi durante questo viaggio.

«Ma davvero io, proprio io, posso far cambiare le cose?». Forse ti sei già dato tutte le risposte e pensi di essere vittima delle circostanze, di ostacoli inaffrontabili, per cui «Niente potrebbe migliorare, ho le mani legate, pazienza, sarà per un’altra vita». Se invece ci stai ancora provando, magari ti chiederai «Perché nonostante tutti i miei sforzi, non sono riuscito in anni e anni a cambiare questa vita zoppa?». Forse perché quando pensi di farlo, resti in superficie, al livello della mente, soppesando sempre gli stessi pro e contro della situazione, per giungere, alla fine di ogni giro, ai medesimi argomenti, i quali ti confermano che la situazione migliore possibile è quella nella quale già ti trovi. Per cui, dove vuoi andare?

Probabilmente la chiave non si trova dove la stai cercando, ma in un posto meno illuminato, nel quale non ti rechi abitualmente. È in un luogo dove non si cerca cosa sia giusto o sbagliato ma solo quel che serve davvero, adesso, per stare bene, per sentirti pieno, per sentirti vivo. Questo reame è popolato di segnali che ti porteranno su una strada in particolare, la tua. Si tratta di sensazioni, messaggi del corpo e intuizioni, espressi dalla parte più profonda di te, tutti strumenti che la tua mente non può controllare e trasformare perché sono più immediati, e più veloci di lei. E soprattutto sono veri. Vuoi vederli? È una decisione importante, perché una volta emerse, le verità non possono più essere ignorate. E cambiano la visione di te e del tuo mondo.

Se decidi che vuoi darti l’opportunità di sperimentare qualcosa di diverso, vale dunque la pena lasciar riposare la mente e provare a portare l’attenzione sulle tue sensazioni. Come ti senti adesso? Cosa ti servirebbe per stare ancora meglio? Questa è la domanda fondamentale che vale la pena recuperare, una, cinque, dieci volte al giorno, fino a farla diventare un contatto continuo con te stesso. Al principio puoi aiutarti con un promemoria, un avviso dello smartphone o un campanellino nel mazzo di chiavi, un puntino disegnato sul dito, qualunque cosa ti ricordi di fermarti un attimo per chiedertelo. Come stai in questo momento?

È inoltre importante essere consapevoli delle emozioni vissute quotidianamente. Cosa provi la mattina davanti alla giornata che ti aspetta? Non vedi l’ora di fare un passo avanti per il tuo progetto o vorresti scavare una buca in terra, nasconderti lì e coprirti di foglie, per essere lasciato in pace da tutto e da tutti? Cosa provi quando mamma ti dice che sarebbe pure ora che andassi a trovare zia? È una spinta gradevole o piuttosto preferiresti spietrare la vigna di nonno? E quella richiesta di maggiore prestazione da parte del capoufficio? La vivi come una sfida stimolante o senti che ti stai trasformando in Terminator? L’idea di accettare quella proposta di trasferimento, ti produce un fremito di curiosità, o nonostante sembri un’occasione da non perdere, senti che qualcosa dentro di te dolorosamente si svuota e muore? Cos’è l’inspiegabile repulsione che ti fa allontanare da quella persona “tecnicamente” meravigliosa?

Se riuscirai a tenere nota, di quali saranno le cose che, per esempio durante il prossimo mese, ti daranno gioia o ti creeranno malessere, fra qualche settimana avrai tante e nuove informazioni utili per te. Forse addirittura un abbozzo di sentiero da seguire tra i cespugli. Ciò che è importante è chiarire a te stesso se ciò che provi esprime la soddisfazione o la mancata soddisfazione dei tuoi bisogni. Non sai quali sono i tuoi bisogni? O forse hai difficoltà a cogliere la sfumatura dei tuoi sentimenti? In questo caso le liste dei bisogni fondamentali di ogni essere umano e dei sentimenti che proviamo quando questi vengono o non vengono sono soddisfatti, potranno esserti d’aiuto (fai click sul link).

Anche i segnali corporei forniscono delle utili piste per comprendere quali situazioni viviamo, magari inconsapevolmente, con grande fatica. Perché ogni volta che ci viene a trovare Mario, il mio intestino inizia a ballare la zumba? Ogni volta che mia sorella lascia in giro quello che le presto mi viene bruciore di stomaco. Perché questo mal di testa feroce proprio di venerdì sera? E perché l’allergia ai pollini si scatena solo nella casa di campagna dei miei?

Fermare l’attimo delle nostre emozioni, sensazioni e intuizioni, così come osservare le ricorrenze con cui si presentano determinati sintomi è importante. Nella vita quotidiana, ci siamo disabituati a restare a contatto con questi messaggi profondi. Normalmente viviamo in automatico, a ritmi veloci, sempre più veloci. Ogni giorno gesti e parole senza peso, poco vissuti, poco nostri, treni in una corsa senza fermate. Proviamo piacere o disagio ma non gli diamo troppo peso, li lasciamo passare e perdiamo informazioni preziose. Restando presenti e allenando l’abilità di sentire quel che si muove dentro di noi, passo dopo passo inizieremo a cogliere una strada che prima era nascosta tra arbusti intricati di pensieri. Cercavamo sì, ma solo in superficie. Capire chi sono e cosa desidero è il primo passo per costruire una vita che mi assomiglia. Per tanti si tratta di qualcosa di nuovo, di un cambiamento radicale. Poi forse, a tempo debito, seguiranno nuove scelte. Tutta l’avventura inizia da una sola decisione: che io sono la priorità, che la mia vita la voglio modellare io, quantomeno voglio provarci. Ho solo un’occasione. E me lo devo.

Per vedere la lista completa degli altri articoli sui “Fattori di guarigione”, clicca qui.

Il Counseling in Psicosomatica applica in modo esperienziale tutti questi fattori nei percorsi di crescita e ritorno alla salute che propone. Per ulteriori informazioni sui fattori che promuovono il ritorno alla salute o o sui percorsi proposti in base al vostro specifico caso, contattateci.

 

Nota: il Counseling non è psicoterapia, né un intervento di cura o un’attività sanitaria. Il Counseling è una professione disciplinata dalla Legge n. 4 del 14 gennaio 2013.

Condividi: