Fattori di guarigione

Quando ci viene diagnosticato un problema di salute, soprattutto se importante, la prima domanda che ci facciamo è cosa possiamo fare per riprendere a stare bene.

Dedicheremo pertanto i prossimi mesi a pubblicare una serie di articoli volti a identificare quei fattori che potenziano i meccanismi di autoguarigione dell’organismo e che per convenzione chiameremo “Fattori di guarigione” (FG). Detti FG sono emersi dallo studio di migliaia di casi documentati di remissioni spontanee (o guarigioni straordinarie) dal cancro,  i quali sono stati successivamente riconfermati dagli studi clinici che la psicosomatica occidentale ha condotto e sta conducendo da cent’anni a questa parte su questa patologia. Si tratta dunque di elementi che sono stati associati a una migliore risposta alle terapie allopatiche, a maggiori tempi di sopravvivenza e a una migliore qualità di vita. Vanno dunque ad arricchire, e non a sostituire, l’insieme di strumenti terapeutici a disposizione della persona nel suo cammino verso la salute.

Come abbiamo visto in tante pagine e articoli pubblicati su questo sito, è ormai assodato che il concetto di salute non riguarda solo il corpo, in quanto l’essere umano è un universo composto da una pluralità di dimensioni, fisica, psichica, emozionale, esistenziale e spirituale che si compenetrano e influenzano mutuamente. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”.

Ogni necessità di adattamento alle sfide dell’ambiente esterno, la modalità con cui viviamo le relazioni, i dilemmi sul senso che diamo alla nostra vita, così come le gioie che proviamo ogni giorno vengono tutti “fatti corpo”, ossia riflessi nella biochimica interna dell’organismo. E questa a sua volta agisce su quei meccanismi di difesa, riequilibrio, rinnovamento e depurazione del corpo, che stanno alla base della nostra salute.

Come descritto in dettaglio nell’articolo sullo stress, tensioni emotive e situazioni vissute con senso di dolore, rabbia o frustrazione alle quali non riusciamo ad adattarci, incrementano la produzione di sostanze come adrenalina, noradrenalina e cortisolo, che a lungo andare “consumano” l’organismo e rendono il nostro sistema immunitario poco efficiente. Al contrario, situazioni e relazioni che favoriscono emozioni come gioia, serenità, tenerezza, amore, gratitudine, connessione spirituale, divertimento, creatività, pienezza, fanno sì che il nostro organismo produca una cascata di sostanze come endorfine, dopamina, serotonina, ossitocina, relaxina, che migliorano le risposte fisiologiche alle aggressioni esterne e agli squilibri interni.

I FG portano in primo luogo la persona a guarire la sua propria vita. Ognuno sceglierà cosa guarire e in che modo, dal momento che nessuno può decidere al posto nostro cosa ci rende pieni e felici. E gli effetti positivi sulla salute saranno solo le conseguenze di questo grande cambiamento. I FG permettono di creare, a maggior ragione in una situazione di malattia, un contesto nel quale la persona possa sentirsi amata e protetta, ridimensionare le paure, ritrovare, serenità, speranza e fiducia nella proprie possibilità di guarire, così come la carica necessaria per creare una vita rispettosa dei propri bisogni profondi.

Il corpo possiede delle spinte innate di autoguarigione che lo portano a ripararsi, a ripulirsi e a rinnovarsi continuamente: vedremo perciò cosa è nelle nostre mani fare, attraverso i FG, per “accompagnare” questi meccanismi in modo da potenziarne gli effetti.

Questi saranno i FG di cui parleremo durante i prossimi mesi:

  • Il momento della diagnosi: “sciogliere” le paure e le convinzioni malsane che sottraggono energie preziose al processo di guarigione.
  • Trovare una posizione di forza: decidere in prima persona per la propria salute.
  • Sentirsi in buone mani: la relazione con il medico.
  • Mettersi al sicuro: trovare la strategia terapeutica più adatta a sé.
  • Rafforzare la fiducia sulle proprie forze di autoguarigione: meditazione e visualizzazione.
  • Diventare la priorità assoluta: chiarire i propri bisogni e riaffermarli.
  • Restare in contatto con il proprio intuito.
  • Scoprire quale può essere il significato alla malattia e il suo messaggio per noi.
  • Cosa vuol dire per me “guarire”?
  • Darsi il permesso di esprimere le emozioni, sciogliere i “nodi” del passato.
  • Aumentare le emozioni che portano gioia e le situazioni che la creano.
  • Dare ali alla creatività.
  • Liberarsi delle “zavorre” che logorano la carica vitale.
  • Le dinamiche familiari: fatiche e opportunità di grandi intimità.
  • Circondarsi di amore e supporto sociale.
  • Aprire un dialogo con l’idea della morte.
  • Progettare come se dovessimo vivere per sempre ma pronti a morire domani.
  • Cercare una connessione spirituale profonda.
  • Avere forti ragioni per vivere.

Alla pubblicazione di ogni nuovo articolo, il relativo titolo verrà aggiunto alla precedente lista, insieme al link diretto al testo. In questo modo sarà possibile essere sempre aggiornati riguardo i temi trattati. Per ogni richiesta, domanda e suggerimento, siamo a vostra disposizione.

Il Counseling in Psicosomatica applica in modo esperienziale tutti questi fattori nei percorsi di crescita e ritorno alla salute che propone. Per ulteriori informazioni sui fattori che promuovono il ritorno alla salute o o sui percorsi proposti in base al vostro specifico caso, contattateci.



Nota: il Counseling non è psicoterapia, né un intervento di cura o un’attività sanitaria. Il Counseling è una professione disciplinata dalla Legge n. 4 del 14 gennaio 2013.