Lista degli stress

È ormai chiaro che quanto più tempo passiamo nelle attività che ci portano piacere, allegria, tenerezza e possibilità di esprimere una parte vitale di noi, tanto più la salute ne beneficierà. Il lavoro di fare chiarezza nella nostra vita, che abbiamo iniziato nell’articolo La lista della gioia, deve tenere in conto anche le cose, gli impegni e le persone che non ci piacciono poi tanto, e che vorremmo limitare o perfino eliminare dalle nostre giornate.

Si tratta di tutto quello che percepiamo sgradevole, che assorbe le nostre energie senza restituirci un compenso che valga la pena, ciò che ci crea una sensazione di fatica o di sprecare il nostro tempo prezioso, quello che consideriamo ingiusto, che ci fa sentire rabbia o voglia di scappare. Al pari della lista della gioia, anche in questo caso, le cose sgradevoli possono consistere in qualcosa di ben conosciuto o di piccoli nei della vita quotidiana che si notano solo quando accadono e che, per quanto sgradevoli dovremmo comunque mettere nero su bianco in quella che nel metodo Simonton si definisce la lista dello stress (Kaspar, 2018), intendendo il termine stress nel senso di distress ovvero di stress non funzionale.

Esempio di lista dello stress
Fare tutti i giorni le stesse cose e provare un senso di noia
Seguire orari imposti da altri
Andare a teatro
Il pranzo fisso la domenica dalla suocera
Vedere mio cognato che tratta male la madre e mia moglie
Aiutare miei figli a fare i compiti
Dovermi prendere cura del giardino
Dover mostrare di essere come gli altri si aspettano
Le pulizie domestiche
Dover fare le vacanze sempre con tutta la famiglia
Il mio amico Mario che racconta sempre brutte notizie
Le scadenze sul lavoro
L’odore di fumo del mio collega
Il tono di comando del mio capo quando chiede le cose
Accompagnare i bambini a destra e a manca ogni giorno
Far vedere che sono di buonumore anche se non è così
Dovermi vestire bene se non ho voglia
La parlantina torrenziale della vicina di casa
Non potermi isolare altrimenti tutti si agitano
Non poter prendere una decisione solo per me altrimenti mi accusano di essere egoista
Dover dire sempre di sì per non sembrare scortese
Il trattamento sdegnoso del barista stamattina a colazione
La lentezza esasperante del traffico di ogni giorno
Il tono sgarbato che ho usato oggi con la mia assistente
Vedere che va più avanti chi è più bravo ad adulare che a lavorare
Litigare con i figli per fargli fare la loro parte in casa
Lavorare ogni giorno per la famiglia e che nessuno se ne accorga né lo apprezzi

Ma perché fare una lista dello stress se è meglio rivolgere l’attenzione alle cose che ci fanno stare bene? Perché se il nostro obiettivo è realizzare una vita che sia in armonia con la nostra vera natura, è anche necessario capire in che modo possiamo ridurre al minimo la quantità di tempo ed energie che dedichiamo a ciò che rende la nostra quotidianità meno soddisfacente di quanto vorremmo. E dal momento che siamo creature che si abituano facilmente alle cose gradevoli ma anche a quelle sgradevoli, è importante tenere traccia di tutte le occasioni in cui il malumore si impossessa del nostro animo per capire quali nodi aspettano di essere sciolti, al fine di costruirci una più alta qualità di vita (si veda a tal proposito l’articolo Alla radice della guarigione. Bisogni e sentimenti).

Posso dunque dire no alla richiesta di mia moglie di andare a teatro o trovare qualcuno di che possa aiutare i miei figli con i compiti meglio di quanto non riesca a fare io, senza per questo sentirmi un cattivo marito o padre. Naturalmente non sarà sempre possibile evitare del tutto alcuni stress, magari posso rarefare le domeniche a pranzo con mia suocera e mio cognato, però non è così semplice cambiare per esempio l’azienda nella quale lavoro, se non mi trovo bene. O forse il lavoro in sé mi piace ma quello che non sopporto è il mio capo. In quel caso, potrei cercare di vederlo in modo diverso, magari riconoscendo che i suoi modi bruschi non siano dovuti a una generica avversità verso di me ma a un proprio senso di inadeguatezza che non sa come gestire. Se riuscissi a vedere che, come tutti, ha punti di forza e punti di fragilità, magari potrei muovergli una sincera offerta di aiuto in più sulle questioni che più lo preoccupano o dirgli una parola gentile che lo porterà a essere più amabile a sua volta, perché percepirà che sto dalla sua parte. Si tratta di ampliare il campo delle possibilità per cambiare idee fisse limitanti.

Se vuoi avere maggiori dettagli sull’argomento o se desideri mettere a punto la tua personale lista dello stress e le possibili soluzioni per i problemi che appesantiscono le tue giornate, contattami.


Bibliografia

Kaspar C., 2018, Il metodo Simonton anticancro, Feltrinelli

Foto di Ryan McGuire da Pixabay

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