Alla radice della guarigione. Aver cura dei propri pensieri

Una grande parte dei nostri stati emotivi dipende non solo da quel che ci accade ma anche dalla serie di pensieri e valutazioni che accompagna l’evento vissuto. È infatti in questo secondo ambito che ognuno esprime la propria peculiare modalità di reazione.

Quando viviamo un’esperienza che ci crea stress, è normale provare un’intensa emozione, la quale sarà tanto più forte quanto più la prima sia stata inaspettata e lontana dalle nostre aspettative: in queste condizioni infatti, sarà maggiore lo sforzo necessario per trovare un nuovo adattamento.

Nel momento in cui ciò che accade all’esterno viene recepito dai nostri organi di senso, i centri cerebrali superiori iniziano a elaborare delle immagini e dei pensieri associati, i quali vengono immediatamente confrontati con i ricordi di esperienze precedenti. A questo punto valutiamo se e in che modo possiamo gestire la situazione: se non ci sentiremo in grado di gestirla nell’immediato, è probabile che avremo una risposta neurofisiologica da stress, se invece siamo fiduciosi sul fatto che potremo farvi fronte agevolmente, questa non si attiverà.

Tutto questo processo di percezione, pensieri, confronto con i ricordi e valutazione sul da farsi avviene in pochissimo tempo, viene percepito nel corpo, può modificare il nostro stato mentale, con conseguente risposta biologica, e il nostro comportamento. Si tratta di una risposta soggettiva, unica per ognuno. È per questo che di fronte a uno stesso evento, possiamo ottenere reazioni diverse da persone diverse e anche uno stesso individuo può reagire in modo distinto in base al momento.

Se per esempio abbiamo vissuto in passato gli esami scolastici o universitari con grandissima angoscia, per cui ogni volta che era arrivato il nostro turno e sentivamo il professore pronunciare il nostro nome e cognome, si spalancava il baratro, è possibile che quel ricordo ci farà sentire un tuffo al cuore ogni volta che qualcuno pronuncia a voce alta il nostro nome e cognome, anche se si tratta dell’appello di una gita turistica. Per lo stesso motivo un profumo, una canzone o una voce possono farci emozionare perché l’associamo a un momento di grande felicità che appartiene al passato.

Questi ricordi, sia quelli belli che quelli meno belli, sono estremamente potenti nell’influenzare il nostro stato d’animo. Non ci credete? Vi propongo una breve meditazione che viene utilizzata nel metodo Simonton (Kaspar, 2018, p. 64) come “pronto soccorso” nei momenti in cui si vuole trovare uno spazio di pace.

Provate a rilassarvi, a chiudere gli occhi e portare la vostra attenzione sul fatto che state inspirando ed espirando. Fate una decina di respiri tranquilli in cui vi godete la quiete di una profonda inspirazione e della successiva espirazione. Ora pensate a delle situazioni passate nelle quali avete provato un’immensa gioia, soddisfazione, tenerezza, pienezza, dei momenti per i quali siete veramente grati alla vita. Sceglietene una e rivivetela nella vostra memoria intensamente, con tutti i sensi, richiamandone i minimi dettagli, i colori, i suoni, le voci, come se foste ancora lì. Godetevela per circa mezzo minuto. Ripetete il tutto scegliendo altri due ricordi piacevoli che renderete quanto più vividi possibile e che assaporerete per circa trenta secondi ciascuno. Quando riaprirete gli occhi, portando con voi le belle sensazioni che avete provato, potrete rendervi conto di quanto il semplice ricordo di un momento felice possa replicare un pezzo di quella felicità nel momento presente, creandovi uno spazio di gioia, di pausa dal mondo e di respiro, anche in un momento difficile della vostra vita.

Il messaggio che sta dietro a quest’esperienza è che il nostro stato d’animo dipende da quello che pensiamo: stiamo bene se abbiamo pensieri gioiosi e stiamo male se pensiamo a disgrazie, rancori e delusioni. E non è tutto: abbiamo anche un potere sui nostri pensieri, nel senso che possiamo scegliere a cosa pensare. E se siamo malati e sappiamo che la strada che facilita il ritorno alla salute è quella del benessere emozionale, avremo la responsabilità di scegliere con cura i nostri pensieri. Sembra inverosimile pensare «Ma se io temo che la mia salute non migliorerà, come faccio ad autoconvincermi che tutto andrà bene? Se fosse così facile…». Eppure, con intenzione ed esercizio, i pensieri che ci fanno stare male possono essere cambiati. È per questo motivo che uno dei pilastri del metodo Simonton è dato proprio dal lavoro sulla trasformazione delle convinzioni malsane in convinzioni sane: l’obiettivo è quello di fornire alle persone che lo desiderano gli strumenti per scegliere e modulare i propri pensieri.

Se vuoi approfondire la relazione tra pensieri e salute o se vuoi lavorare per trasformare il modo più sano le tue convinzioni limitanti e malsane, contattami.


Bibliografia

Kaspar C., 2018, Il metodo Simonton anticancro, Feltrinelli.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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