Salute, “responsabilità” e “colpa”

L’esistenza di un’interdipendenza tra pensieri, emozioni e salute, ci dice che le esperienze che viviamo vengono riflesse su tutti i livelli del nostro essere in base a come noi li percepiamo. Per esempio, un gesto che abbiamo interpretato come offensivo ai nostri riguardi può scatenare un flusso di pensieri inarrestabile, ci fa chiudere lo stomaco e fa produrre al nostro corpo ormoni che ci rendono estremamente attivi e irritabili. Uno stress moderato come l’ansia nel periodo che precede un esame può indebolire le difese del nostro organismo (riducendo in maniera significativa il numero dei linfociti T, delle cellule T-helper e dell’attività delle cellule Natural Killer), rendendoci più permeabili alle malattie (Darby e Fannon, 1995). Continue reading

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Remissioni spontanee: qualche ipotesi

Dall’analisi di tutti i casi e dalle review dei lavori di altri medici e studiosi, inclusi nel volume Spontaneous Remission, Hirshberg e O’Regan riassumono le varie ipotesi maturate, durante il corso del Novecento, sui meccanismi che possano spiegare le remissioni spontanee, soprattutto per quel che si riferisce al cancro. Già dall’inizio del secolo, diversi autori suggerivano che la tendenza dei tumori non fosse necessariamente progressiva, ma che si trattasse di un fenomeno nel quale possono alternarsi fasi di crescita, di stasi e di regressione, le quali dipendono dalle naturali capacità del corpo di contenerle. Continue reading

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Aspettative negative ed effetto nocebo

Negli articoli precedenti abbiamo descritto gli effetti psicologici e fisiologici che speranza a aspettative positive posso avere sui processi di guarigione. È però importante, al fine di avere una visione d’insieme di questi meccanismi, fornire qualche dettaglio in più rispetto ai pericoli di restare invischiati nel circolo vizioso delle aspettative negative, le quali possono “appesantire” il nostro sistema psicofisico e rendere più difficile il ritorno alla salute, dando corpo al cosiddetto effetto nocebo. Continue reading

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Effetto placebo e biologia delle aspettative positive

Si parla di placebo quando ci si riferisce a una sostanza che non è dotata di effetti terapeutici (la classica “pillola di zucchero”) ma che viene somministrata ai pazienti come se li possedesse1. Si utilizza nelle sperimentazioni volte a verificare la reale efficacia dei farmaci. Spesso dette sostanze inducono nei pazienti miglioramenti reali dei loro disturbi, i quali si riconducono al denominato effetto placebo, ovvero alla somatizzazione delle  aspettative di miglioramento che il malato attribuisce al rimedio che gli è stato somministrato. Si tratta perciò di quel fenomeno in base al quale l’aspettativa crea la propria realtà e che funziona sia in caso di aspettative positive che di aspettative negative, nel qual caso parleremo di effetto nocebo. Continue reading

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L’ingrediente di base della guarigione: la speranza

Nessun seme di guarigione può germogliare con successo  se non si radica nel terreno fertile della speranza. Dentro alla parola speranza c’è innanzitutto un desiderio, il desiderio che una situazione che consideriamo ideale possa realizzarsi per il solo fatto che lo vogliamo, con tutte le nostre forze. È una spinta vitale che riguarda tutti. Può trattarsi per esempio di voler trovare una casa più grande, un lavoro più interessante o remunerativo, un grande amore, tempo per coltivare le proprie passioni.

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Sentirsi in buone mani

A seguito della comunicazione di una diagnosi di cancro o di un’altra malattia che riteniamo minacciosa per la nostra sopravvivenza, sentiamo immediatamente di lasciare la nostra vecchia vita perché ora stiamo entrati a piè pari in una situazione di emergenza. La paura è il grande nemico in queste circostanze, attiva l’asse dello stress che altera il buon funzionamento dell’organismo, e può generare una forte ritenzione idrica capace di produrre un peggioramento dei i nostri sintomi. Cerchiamo istintivamente e con urgenza degli appigli per non essere trascinati via dagli eventi e metterci al sicuro, nel tentativo di risolvere o quantomeno arginare il problema. Il primo e più importante di questi appigli è il medico. Continue reading

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Vita, scelte e salute. Qual è la strada giusta per me?

«Di che cosa avrei voglia adesso?». Magari di un bel bagno in mare, di polenta con i funghi o di abbracciare un albero. O forse di dormire, di bere una grappa accompagnata da un cioccolatino, o di sentire l’odore di qualcuno. Oppure di scendere dai tacchi per tuffarmi nelle mie adorate pandaciabatte. Qualunque sia la riposta, la cosa fondamentale è chiederselo, spesso, a più riprese durante la giornata. Perché? Partiamo dall’inizio.

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Dalla malattia al malato: nuovi criteri di eccellenza nel modello di cura

Ho sentito a più riprese clienti che hanno ricevuto una diagnosi di cancro dolersi per il fatto che i loro terapeuti curino abitualmente la malattia ma non il malato. Dal punto di vista emozionale e di vicinanza umana si sentono profondamente soli con la loro angoscia, ma non trovano il coraggio di esprimerlo durante le visite, hanno la sensazione di rubare tempo al medico, di essere inopportuni, di chiedere la luna. Continue reading

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